Tassa di soggiorno, sì di Cortina

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Tassa di soggiorno, più «sì» che «no» sulla montagna bellunese. Se un anno fa i sindaci, di fronte alle proteste degli albergatori, avevano tirato i remi in barca, ora il quadro è mutato. «Colpa» delle minori entrate previste per il 2012. E in particolare dell’introduzione dell’Imu (Imposta municipale unica sugli immobili) che, secondo gli amministratori, «porta soldi allo Stato ». E siccome le risorse da qualche parte bisogna trovarle, da Cortina d’Ampezzo l’assessore al Bilancio, Stefano Verocai, fa sapere che sulla tassa (prevista sino a un massimo di 5 euro a notte) l’amministrazione «è orientata per il sì. Costretti, stimiamo una perdita di trasferimenti erariali per due milioni di euro e non possiamo gravare sugli alberghi che già hanno i loro guai». Perché con l’Imu nei pasticci sono finite le strutture ricettive. «Ora – afferma il sindaco di Falcade, Stefano Murer – gli alberghi sono in mutande. E se i Comuni non fanno le cose per bene, sono guai. Il nostro piano di battaglia contempla poche tasse sulla prima casa, tante sulla seconda e il minimo possibile sugli alberghi. Quanto alla tassa di soggiorno, non si può escludere. Da noi potrebbe essere agganciata alla promozione turistica».

Ad Alleghe i conti li hanno già fatti: nel 2012 in bilancio ci saranno 45 mila euro di meno. «Ma – afferma il sindaco Gloria Pianezze – possiamo cavarcela. Peraltro, noi abbiamo già portato l’addizionale comunale dallo 0,5% allo 0,8%, ma solo per destinare 42 mila euro a scuolabus, mense di scuola materna e borse di studio. Quanto alla tassa di soggiorno, dico sì, ma per importi bassi, tipo 50 centesimi a notte. Comunque la decisione va presa assieme a tutti i sindaci del comprensorio del Civetta». Sì anche da San Vito di Cadore. «Si parte dal primo aprile – spiega il primo cittadino, Andrea Fiori – Siamo apripista. E con una formula mista: da uno a due euro a notte a seconda delle stelle dell’albergo e per i primi cinque giorni». Non si espone il sindaco di Sappada, Alberto Graz: «Meglio attendere un quadro complessivo degli effetti dell’Imu». No, invece, da Pieve di Cadore. «Forse le casse ne avrebbero bisogno – afferma il sindaco Antonia Ciotti – ma è solo un balzello in più». E pure Calalzo si oppone. «Troppo penalizzante per gli alberghi – chiosa il primo cittadino Luca De Carlo – che devono competere con Bolzano. Per quest’anno non se ne parla».

di Marco de’ Francesco

Fonte: CorriereDelVeneto.it

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Tags: alleghe, Cortina, marco dè francesco, san vito di cadore, tassa di soggiorno

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