SCIVOLANDO SUGLI SCI…SCIVOLANDO SUGLI SCI …SI PUO’ CONOSCERE ANCHE LA STORIA.

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Il Giro della Grande Guerra anche  con gli sci ai piedi. E in estate  tra il verde dei boschi o  il surreale paesaggio roccioso al  Passo Valparola, poi su verso la cima del piccolo Lagazuoi…

[seconda parte]

Il ritornello di una popolare canzone italiana degli anni ’60 del Novecento cantata da Edoardo Vianello torna alla mente quando ci si accinge a trascorrere le belle giornate di sole sulle piste innevate e viene spesso inserita quale colonna sonora di pellicole dedicate al” come eravamo”, agli stili di vita del popolo italiano nei decenni dal boom economico in avanti. Sono scene montate dalle regie televisive nelle quali molto spesso la parte da  protagonista è proprio interpretata da Cortina e dalle magnifiche aree che hanno consentito lo sviluppo intensivo degli sport sulla neve. Scivolando sugli sci, su e giù, dalla mattina al tramonto ci si diverte,ci si ritempra nel corpo e nello spirito. E, come  si diceva nella prima parte del’articolo, si può anche fare un’ esperienza nuova, di conoscenza della nostra storia, grazie all’itinerario reso disponibile con il nome di Giro della Grande Guerra, che ci consente di fare tappe presso le postazioni e i luoghi del primo conflitto mondiale. Chi può programmare un ritorno in estate, da maggio a ottobre, avrà l’opportunità di compiere questo percorso nelle condizioni migliori  seguendo i sentieri segnati per le escursioni a tema.

Le aree museali che costituiscono questo museo all’aperto della Grande Guerra sono: quella delle 5 Torri, quella del Sasso Stria e quella  del Forte Tre Sassi. Ogni tappa è supportata da cartelli didattici e illustrazioni  di cui c’è necessità per comprendere  bene la situazione storico logistica.

Il museo delle 5 Torri fu luogo del Comando del Gruppo di artiglieria da montagna che puntava i cannoni contro le postazioni austriache del Lagazuoi.

Il museo all’aperto del Sasso di Stria, a fianco della strada del passo di Valparola,  tra il monte Lagazuoi e il Col di Lana, era una postazione strategica per gli austriaci contro gli italiani che  avevano l’obiettivo di raggiungere la val Badia  e la Pusteria per giungere al Brennero

 

Il museo del Forte Tre Sassi, al passo di Valparola, è ospitato, appunto, nel Forte che fu costruito nel 1897  allo scopo di difendere il confine meridionale dell’impero austro ungarico , ma dopo una ristrutturazione del 1910 fu fortemente danneggiato dalle bombe sparate nel primo periodo della guerra  dalle 5 Torri e fu abbandonato. La più recente ristrutturazione lo ha reso disponibile alla visita che ci porta a contatto diretto con i resti degli equipaggiamenti e con gli oggetti che i soldati avevano a loro disposizione durante i periodi di permanenza al fronte.

Non ci si può sottrarre, quando si giunge nella zona del Forte,  al fascino di una sorta di altopiano in quota completamente immerso nello scenario delle rocce  che, di certo rotolate dalla sommità in un arco di  tempo inimmaginabile, sembrano come una scorza da cui il forte stesso abbia avuto origine. Un paesaggio surreale  che non si dimentica.

di Laura Vestrucci

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