ONCE UPON A TIME…UN TRENO PER CORTINA

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C’è una stazione a Cortina, è conosciuta come “Stazione Vecchia”, perché a Cortina non arrivano più treni dal  1964: alle ore 18,20 del 17 maggio 1964  partì da Cortina l’ultimo convoglio viaggiatori. La Stazione Vecchia a Cortina è un bell’edificio ristrutturato e  oggi utilizzato per varie attività anche commerciali. Nel percorso di conoscenza degli edifici storici si deve includere anche questo,  che  era stato costruito nel 1921 con  la ferrovia  che collegava Calalzo di Cadore con Cortina e Dobbiaco, ovvero il Cadore  con la val Pusteria attraverso la Conca Ampezzana. Il  percorso della ferrovia era per lunghi tratti parallelo a quello della statale d’Alemagna che, superata Cortina, dopo il passo Cimebanche  scendeva e andava ad incrociare la statale 49 della val Pusteria. Per più di  quaranta anni la ferrovia fu di grande supporto  alle popolazioni. In alcuni periodi, come durante le Olimpiadi di Cortina, il trenino  (un convoglio a vapore, poi a trazione elettrica)   trasportò anche 7000 persone al giorno. E anche al di fuori da questa eccezionale circostanza contribuì a facilitare lo sviluppo del turismo a Cortina.  Con le memorie personali  di tanti  passeggeri si potrebbe scrivere uno straordinario diario di viaggio, già a partire dagli anni ’50 del’900. In una pagina del Magazine “Cara Cortina” del 1999-2000, ad esempio, il regista Enrico Vanzina, ricordava i suoi viaggi da Roma Termini a Cortina ( la sua ultima fermata era però a Calalzo, perché il tratto finale fino a Cortina era garantito dalla navetta dell’hotel da lui scelto per il soggiorno), li rievocava quasi come viaggi in un “Orient Express della borghesia romana” e sottolineava il cambiamento   a partire dagli anni del boom economico, quando gradualmente  egli si accorse  che la tipologia dei passeggeri era già mutata.  Il benessere che si  diffuse  dagli anni ’60 in avanti, consentì  a molti di salire  prima su quel treno, e poi,di raggiungere la Perla delle Dolomiti addirittura con le proprie vetture. E così, un poco alla volta, con il dilagare della motorizzazione privata il trenino Calalzo-Cortina-Dobbiaco fu mandato in pensione. C’è anche una pista ciclabile che è stata inaugurata  qualche anno addietro e che  si snoda lungo il percorso della antica ferrovia da Calalzo  fino al passo di Cimabanche e consente agli appassionati bikers un’esperienza indimenticabile per i paesaggi  nella quale è immersa.   Oggi  il problema della viabilità congestionata anche dei rami autostradali verso Cortina è stato affrontato e risolto con la costruzione di lunghi viadotti e di ampie gallerie che velocizzano gli spostamenti, ma quando si attraversano i  paesini del Cadore, e la velocità si riduce per  seguire l’andamento sinuoso della carreggiata,  l’idea di una ferrovia funzionante ritorna e si vorrebbe  provarne l’emozione. Nel mese di settembre si è conclusa qui a  Cortina presso il centro Alexander Girardi Hall una bella mostra sulla storia della ferrovia dove si potevano ammirare foto, modellini, cimeli e un filmato d’epoca.  Tra le foto più interessanti quelle che mostrano il grande spazio verde della conca ampezzana, allora  così poco urbanizzato, e la  stazione con le fermate decentrate nelle frazioni vicine, nell’anfiteatro delle cime.  Anche  questa mostra è stata un segno del legame che la città vuole mantenere con il suo passato.

di Laura Vestrucci

 

 

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