Nuovo ponte sul Rudavoi: sostituisce il “bailey”

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Benedetto e aperto ieri il nuovo ponte sul torrente Rudavoi, lungo la sr48 delle Dolomiti, in prossimità del passo Tre Croci. A causa delle preannunciate cattive condizioni del tempo non è salito all’inaugurazione il governatore Luca Zaia.
In realtà il tempo non ha impedito di eseguire in forma ridotta la cerimonia di benedizione e di inaugurazione. Il parroco decano don Davide Fiocco, un gruppo di autorità, i tecnici e i progettisti, hanno partecipato alla benedizione e dato il via libera al passaggio sul ponte. Una benedizione molto sentita in quanto il vecchio ponte crollò nella notte del 5 settembre 1997, provocando la morte del maresciallo dei carabinieri Riccardo Bonn.
«Il ponte sul Rudavoi», spiega Zaia in una nota, «è un’opera fondamentale per quest’area ed è importante che sia utilizzabile dagli utenti nei tempi stabiliti, specie alle porte di una stagione inclemente durante la quale i collegamenti stradali in zone così difficili diventano ancora più essenziali. Il nuovo ponte», aggiunge, «è semplicemente la più attuale testimonianza dell’attenzione e della vicinanza che la Regione ha verso la sua provincia dolomitica, nei cui confronti siamo impegnati su tutti i versanti, infrastrutturali, economici, turistici, agricoli, per favorire il superamento non solo delle disparità rispetto alle “comodità” delle zone di pianura, ma anche dei vantaggi di cui godono i confinanti territori a statuto speciale».
Il nuovo manufatto, realizzato da Veneto Strade con un finanziamento complessivo di circa 8.648.000 euro, interamente a carico della Regione, sostituisce il ponte bailey provvisorio, posizionato dopo che il vecchio ponte era stato distrutto da un evento alluvionale nel settembre 1997. La lunghezza complessiva della nuova viabilità è di circa 460 metri, dei quali 60 per raccordo con la strada esistente.
Il ponte, a via di corsa superiore realizzato in calcestruzzo armato precompresso, si sviluppa su una luce complessiva di 180 metri, dei quali 40 per ciascuna campata di riva e 100 per quella centrale. Con l’entrata in esercizio del nuovo ponte, verranno demolite le strutture e i relitti stradali esistenti e, con la bella stagione, nel 2012 sarà rinaturalizzata l’intera area.
E c’è chi adesso pensa al futuro in campo di opere pubbliche. come il consigliere regionale del Pdl Dario Bond.
«Dopo il ponte sul Rudavoi», dice in merito, «dobbiamo concentrarci sulle manutenzioni della rete viaria e sulle priorità in vista del nuovo piano triennale di Veneto Strade. Questa sul Rudavoi è una bella opera, sia dal punto di vista architettonico e sia ingegneristico; una struttura che fa giustiziaper un territorio fragile e che soffre grossi problemi di isolamento. Anche per questo deve essere solo il primo passo: non possiamo fermarci qui, anche se viviamo tempi di vacche magre», sottolinea Bond, «e penso alle manutenzioni e allo sgombero neve che devono essere assolutamente garantiti. L’impegno di tutti deve essere quello di individuare fondi appropriati da rigirare a Veneto Strade. Penso all’innesto tra l’abitato di Auronzo e la strada che porta al passo Sant’Antonio», conclude Bond, «dove occorre trovare una soluzione sicura e definitiva. E’ un tratto molto utilizzato e che rappresenta di fatto la seconda via di accesso al Comelico».
Da ieri i tanti pendolari che da Auronzo vanno a Cortina (o viceversa) possono riattraversare la via delle Dolomiti e passare sul ponte. L’opera era di quelle attese per la sua importanza anche dal punto di vista dei collegamenti turistici. Meta turistica più vicina al torrente Rudavoi è il lago di Misurina, sede di grandi eventi come il Polo invernale.

Fonte: Corriere dele Alpi

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Tags: Cortina D'Ampezzo, passo tre croci, ponte, strada, torrente rudavoi

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