NATALE A CORTINA. Le suggestioni di un paesaggio non metropolitano

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di Laura Vestrucci

 

Il  turismo di massa invernale per  tradizione  si mette in moto dal 26 dicembre, giorno di Santo Stefano, e restano nella memoria di molti di noi le lunghe ore trascorse in autostrada, a velocità da fila ferragostana, in uno qualsiasi dei rami che conducono verso le Dolomiti   Vengono a migliaia anche a Cortina  il giorno dopo Natale e si trattengono fino a Capodanno per festeggiare in questo luogo impareggiabile il Nuovo che arriva. Ma ci sono anche quelli che possono e vogliono essere qui  nel  giorno di  Natale, sia  che abbiano  un domicilio di proprietà  in Cortina, sia  che prenotino  in hotel, in b&b o un alloggio in affitto. Gli operatori del  turismo invernale   conoscono le abitudini della propria clientela  e sanno che dopo il ponte di S.Ambrogio, con l’apertura degli impianti  di risalita, si passa quasi direttamente, al 26 dicembre.  Quel tot di fortunati che approdano  nella conca ampezzana  per  trascorrervi  la vigilia e  il 25 dicembre, giorno del Santo Natale, entrano quasi a far  parte della comunità e questo anche in considerazione del fatto che questa giornata ciascuno vuole trascorrerla nel  luogo e con le persone che più gli sono vicine e sintoniche. Si può supporre che  quanti  hanno il domicilio come seconda casa a Cortina, vi giungano  addirittura in gruppi familiari e trasferiscano qui tutto l’insieme dei riti che il Natale porta con sè , compreso l’allestimento dell’ abete e del presepe e l’acquisto dei doni da riporre sotto l’albero nella notte della vigilia. E’ un’esperienza da fare almeno una volta nella vita questa di dislocare  il Natale dalla propria abitazione in città e trasferirci in questi giorni sotto le cime dolomitiche. Saremo conquistati da suggestioni  molto diverse da quelle metropolitane e il ricordo resterà indelebile nella nostra memoria. La prima cosa che ci conquista  è la cosidetta luminaria natalizia, e non c’è dubbio che essa sia di fattura caratteristica rispetto a quelle cittadine, più in sintonia con lo stile degli edifici  e  con il legno che spesso li sostiene e li decora. Qui  il paesaggio serale  e notturno respira in un’aura di presepe. Questa è una caratteristica inconfondibile delle aree dolomitiche e vale la pena, la sera, portarsi da valle verso le zone  più sopraelevate, anche di poche decine di metri,  per godere il panorama della  conca diffuso di queste linee di luminosità calda e colorata. In corso Italia  l’atmosfera è incrementata, fino al 31 dicembre, dalla presenza delle baite di legno del Mercatino di Natale che aggiungono luce e interesse per la passeggiata. Siamo nel  luogo ideale per i bambini, per tenerli lontano dal traffico e al centro di una città ospitale  anche verso di loro. Siamo molto orientati a regalare loro oggetti sofisticati dell’alta tecnologia, ma non dimentichiamo la loro età. Andiamo a cercare con loro le vetrine dei negozi dove in questi giorni vengono esposti i classici ”balocchi” in legno o latta colorata e i pupazzi teneri che sono compagni delle lunghe giornate invernali. Li troveremo anche tra i negozi di moda e le gioiellerie di Cortina.

 

 

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