Mondiali, Cortina parte con voto in meno. «Non è la favorita»

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«È inutile nascondersi: Cortina non è la favorita…». Lorenzo Conci non cerca inutili slalom e guarda dritto al traguardo. E se il traguardo è la conquista del Mondiale di sci del 2017, per la Regina delle Dolomiti – dice – la gara è tutta in salita. A fine marzo la Federazione Italiana Sport Invernali eleggerà il suo nuovo presidente, dopo il lungo periodo di commissariamento. C’è tempo fino al 21 marzo per presentare le candidature, ma ad oggi l’unico ad essersi fatto avanti è proprio il trentino Conci, che gode di un ampio appoggio. Per molti, quindi, la sua nomina al vertice della Fisi appare scontata. A lui il compito di guidare lo sci italiano fuori dalla palude nel quale è piombato dopo la sentenza dell’Alta Corte di Giustizia del Coni che ha annullato per irregolarità le elezioni che nel 2010 avevano portato alla riconferma di Giovanni Morzenti, costringendo il Coni a investire Franco Carraro del ruolo di commissario. Da aprile, quindi Lorenzo Conci sarà l’uomo-chiave per convincere la Federazione internazionale ad assegnare i mondiali proprio a Cortina.

Vista la situazione interna alla Fisi, reputa opportuna questa candidatura? «Diciamo che non c’era alternativa, e quindi che Cortina ha fatto bene. Si era già candidata due volte, per i mondiali del 2013 e del 2015, e purtroppo non è andata bene. Rinunciare a rinnovare la propria candidatura avrebbe significato spianare la strada a Saint Moritz per il 2017 e ad Are per quelli del 2019».
Non sembra molto convinto… «Al contrario: Cortina avrà tutto l’appoggio dell’Italia e della Federazione. Saremo compatti nel sostenerne la candidatura che, non dimentichiamo, è di per sé fonte di prestigio. Il problema, lo sanno tutti, è un altro».
L’attuale commissariamento della Fisi? «Cortina rischia di pagare per colpe non sue. Probabilmente la candidatura sconterà il momentaneo deficit della Federazione italiana sul piano delle relazioni internazionali. Per essere chiari: nel consiglio della Federazione internazionale che a maggio in Corea sceglierà a chi assegnare i Mondiali, non ci sarà un rappresentante italiano con diritto di voto. Anche se verrò eletto presidente della Fisi, potrò entrare a far parte del consiglio soltanto dal giorno dopo il voto coreano».
Quindi non ci sono speranze di aggiudicarsi i Mondiali? «Diciamo che non siamo favoriti e che Saint Moritz parte avvantaggiata. Ma in questo campo non si può mai dire, a volte basta poco per cambiare l’orientamento dei consiglieri… Inoltre la Regina delle Dolomiti può vantare un grande appeal, ha un progetto solido e se sarò presidente farò di tutto per tessere quelle relazioni internazionali indispensabili ad aggiudicarsi un Mondiale».
Cosa resta da fare? «Non scoraggiarsi, innanzitutto. Ciò che voglio dire è che serve cautela e non è il caso di farsi illusioni. Anche perché, anche se dovesse andare male, la candidatura rappresenta un investimento».
Di che tipo? «Se Cortina perderà la possibilità di ospitare i Mondiali del 2017 sarà quasi sicura di aggiudicarsi quelli del 2019: alla quarta candidatura, con un progetto solido come quello che, sono sicuro, è stato preparato in questi anni, la vittoria sarà a portata di mano».

di Andrea Priante

Fonte: CorriereDelVeneto.it

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Tags: candidatura 2017, Cortina, mondiali

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