La Fine del Confine: il nuovo lavoro di Stefano Cagol

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LA LUCE DELL’ARTE CONTEMPORANEA SULLA TOFANA DI ROZES

Cortina d’Ampezzo, 6 marzo 2013

“La Fine del Confine (della mente)” è il titolo del nuovo lavoro di Stefano Cagol,

(artista trentino di fama internazionale) promosso da Dolomiti Contemporanee.

Invitato alla Barents Art Triennale in Norvegia (al Polo Nord), ha deciso di partire per un overland artistico

a bordo di un furgone: da qui un cannone emetterĂ  un raggio di luce fino a 15 chilometri di distanza.

Prima tappa, la diga del Vajont, mentre il 6 marzo sarĂ  la Tofana di Rozes a essere illuminata.

Un opera di public-art, dove la luce, simbolo di vita, serve per s-confinare gli orizzonti fisici, psicologici e mentali,

per suggerire nuove prospettive, nuove immagini di luoghi e territori.

www.dolomiticontemporanee.net

 

Cortina d’Ampezzo, 26 febbraio 2013_ La Fine del Confine (della mente) – End of the Border (of the mind). Anche Cortina d’Ampezzo tra le localitĂ  protagoniste del progetto ideato dall’artista trentino Stefano Cagol – invitato alla Barents Art Triennale 2012-2014, in Norvegia – e curato da Dolomiti Contemporanee.

Un viaggio simbolico, un percorso psicologico e mentale. Una spedizione di oltre un mese, attraverso l’Europa fino al suo confine nord estremo: una sorta di overland artistico che Cagol ha deciso di compiere a bordo di un furgone, su cui collocherĂ  un “cannone” in grado di liberare un grande fascio luminoso capace di spingersi fino a 15 chilometri di distanza. Il viaggio approderĂ , come seconda tappa (6 marzo), anche nella Regina delle Dolomiti, sulla parete sud della Tofana di Rozes, uno dei bastioni dolomitici piĂą impressionanti e rappresentativi, Patrimonio dell’umanitĂ  UNESCO. GiĂ  da tempo attenta alle tendenze dell’arte contemporanea – in particolare grazie al Museo d’Arte Moderna Mario Rimoldi che ospita una delle piĂą corpose collezioni italiane dedicate a Filippo de Pisis, e che, in questa occasione, come giĂ  in altre, è partner di Dolomiti Contemporanee – Cortina si apre sempre piĂą a nuovi linguaggi e sperimentazioni.

La partenza è fissata il 5 marzo da Casso: la prima luce verrà proiettata sopra alla Digadel Vajont, proprio nell’anno del cinquantennale del tragico evento (1963): un modo per comunicare un’immagine nuova, soprattutto dinamica, di questo monumento di memoria e storia. La grande diga del Vajont è da mezzo secolo un muto monumento grigio. Diga, del resto, è sinonimo di sbarramento invalicabile, chiusura, protezione. L’obiettivo del raggio di Cagol sarà quello di procedere oltre questo luogo, questa storia, questi segni. Migliaia di persone vanno alla Diga e guardano giù; in pochi provano ad immaginare un segno nuovo, sopra a essa. Guardare oltre, verso altro, verso il futuro. Cambiare prospettiva di osservazione, che proceda anche dal basso verso l’alto: è questa la potenza della sciabola di luce che attraverserà il buio, impalpabile e silenziosa, impossibile da non vedere e non sentire.

Con questi primi due raggi si inaugurerà il lungo viaggio che dopo tre settimane e 5.000 chilometri alle spalle (con sosta anche a Oslo sopra il porto che ospita il Premio Nobel) porterà l’opera a Kirkenes, Circolo Polare Artico. Ad accoglierlo in Norvegia ci sarà anche la Regina.

Un esempio di public-art, di opera fuoridai luoghi deputati all’arte, che sta tra la gente, la coinvolge in prima persona, la porta a riflettere e reagire. L’opera di Cagol è semplice, diretta. Una performance che celebra la luce, simbolo di vita, un vettore che porta via lo sguardo e mette in scena linee inaspettate e potenti che travalicano i confini mentali e geografici, oltre le frontiere da sud a nord d’Europa, dal limite della cultura mediterranea al limite della cultura europea, da un paesaggio verticale ad uno orizzontale, dalla presenza umana alla sua assenza.

Ad alimentare questa luce, Dolomiti Contemporanee, un progetto d’arte contemporanea ideato e curato da Gianluca D’IncĂ  Levis nella e dalla regione dolomitica, per riflettere e agire nell’ambito territoriale, spaziale, fisico, tematico e ideale.

Più che eventi o mostre, chiusi in sé, dà spazio e voce a coloro che siano interessati a scrutare, indagare, dissezionare e trasformare la fisiologia dei luoghi. DC è una modalità di riflessione e di azione culturale sul territorio, è un progetto di rete.

Anche in questo progetto, numerosi i partner istituzionali, localizzati nella regione dolomitica e nelle Regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia. Gli enti sostenitori sono: Fondazione Dolomiti Unesco, Regione del Veneto, Provincia di Pordenone, Comune Di Erto e Casso, Comune di Claut, Comune di Cimolais, Comune di Vajont, Comune di Castellavazzo, Comune di Longarone, Comune di Cortina d’Ampezzo, Parco Naturale Dolomiti Friulane, Parco Naturale delle Dolomiti d’Ampezzo, Regole d’Ampezzo, Turismo FVG, Cortina Turismo mentre il Museo Mario Rimoldi di Cortina è partner culturale.

Coerentemente con questa filosofia DC promuove l’opera di Stefano Cagol, una luce che sfiora i luoghi, transitandovi fugacemente, ma lasciandone traccia indelebile, cambiandone gradualmente la concezione e percezione. Un processo di interazione con il luogo dove il territorio non viene narrato né descritto ma diventa un luogo d’incontro, un innesco.

Stefano Cagol

Trentino, classe 1969, ha studiato all’Accademia di Belle Arti di Brera e oggi si divide tra Italia e Belgio. “Artista tecnologico” nel 2000 ha esposto in una personale al Mart di Rovereto e nel 2011 alla Biennale di Venezia. La luce si accende per la prima volta nel 2008 quando utilizza il fascio illuminato a Trento, durante la biennale europea Manifesta. L’opera, Dissoluzione di luce, gli permette di aggiudicarsi il Premio Terna, importante riconoscimento nell’arte contemporanea che gli apre per le porte di New York. Nel 2012 espone a New York nella collettiva AmeriKKKa the Beautiful e al MAXXI di Roma nell’ambito di Gap-Generazioni a confronto. In passato è stato ospite in esposizioni a Shangai, Berlino, Toronto e Vienna.

 

Info e dettagli:

 

5 marzo, dalle ore 17.00 alle 18.30

Nuovo Spazio espositivo di Casso (Erto e Casso) – Diga del Vajont

 

6 marzo, dalle ore 17.30 alle 18.30

Tofana di Rozes (Cortina d’Ampezzo)

Sponsor: Salewa, Sina spa, CMI Centro Sedico, Eolo NGI, Cuprum elettromeccanica.

www.dolomiticontemporanee.net

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