La Cortina dei grandi nomi

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Cortina: i suoi fiori di campo furono dipinti da Filippo De Pisis, le sue Dolomiti furono d’ispirazione a Dino Buzzati, Ernest Hemingway qui si innamorò di colei che sarebbe divenuta “Renata” nel romanzo Di là dal fiume e tra gli alberi e, sempre qui, apprese da Fernanda Pivano il canto di montagna che ripeteva anche nei suoi ultimi giorni di luglio.

La Regina delle Dolomiti, luogo di celebri set e cast cinematografici già a partire dagli anni Trenta (www.cortinadolomiti.eu/IT/cs-cortina-film/), oltre a dare i natali ed essere meta di molti sportivi illustri, è tuttora patria elettiva e fonte di ispirazione dei grandi nomi della cultura, dell’economia e della politica. Alberto Moravia che – come un personaggio di Thomas Mann – a Cortina trascorse due anni in sanatorio, Goffredo Parise, Indro Montanelli, ma anche Orson Welles e Roberto Rossellini, sono alcuni dei “grandi” che si avvicendarono tra queste vette e ancora oggi gli intellettuali, i protagonisti della scena attuale – nazionale e internazionale – continuano a raccontare, da qui, la realtà e nel contempo a “scrivere” la storia, recuperandone le fila, come Gian Arturo Ferrari che, ospite Una Montagna di Libri lo scorso lunedì, ha dedicato la lezione magistrale proprio a Ernest Hemingway.

Sono, infatti, molteplici gli appuntamenti quotidiani delle rassegne e manifestazioni ampezzane che, dopo eventi quali il TedXCortina, continuano e rinnovano di anno in anno questa tradizione centenaria, confermando il ruolo di punto di osservazione privilegiato – non solo geografico – della conca.

Di seguito, pertanto, l’agenda con tutti gli incontri dell’estate, ma prima alcuni percorsi sulle orme dei grandi, con spunti dedicati alla Cortina ancora da scoprire, perché Chi cammina sulle impronte di un altro non lascia tracce (Jorge Luis Borges).

-Sentiero Montanelli

La passeggiata Montanelli parte dal Pié Tofana, a 1.675 metri di altitudine: una piccola strada forestale chiusa al transito che il giornalista amava percorrere di mattina, bastone alla mano e cappello in testa, a volte accompagnato da amici (spesso con lui c’era Dino Buzzati). Il percorso, dall’andamento pianeggiante, attraversa un bosco rado di larici, abeti e pini mughi per poi scendere leggermente fino all’ incrocio con la strada che sale verso Cianderou (1.649 m).

-Sentiero Dolomieu

È dedicato a Déodat de Dolomieu, il geologo francese che nel Settecento scoprì la particolarità della composizione rocciosa delle Dolomiti, il nuovo sentiero Dolomieu Trail che, partendo dal Rifugio Faloria, giunge a Rio Gere, passando lungo il crinale delle Crepe di Faloria. Immergendosi tra boschi di larici, cembri e abeti rossi e creste rocciose ricoperte di lembi di mugheta, il percorso regala – nel tratto più alto – una veduta mozzafiato sulla conca. Un itinerario panoramico, adatto a tutti, che arricchisce la rete di oltre 400 chilometri di sentieri segnalati a Cortina, per la felicità di escursionisti e amanti della natura. Il tracciato è lungo 3.880 metri ed è percorribile in circa due ore. È caratterizzato da una pendenza contenuta, non presenta difficoltà tecniche ed è piacevole da percorrere in discesa: dopo la salita in funivia al Rifugio Faloria, a 2.120 metri di quota, dove è possibile fare una sosta gourmand o di relax nella terrazza solarium, si scende fino a località Rio Gere (1.691 m), nei pressi del Passo Tre Croci, attraversando il crinale delle Crepe di Faloria e percorrendo parte del sentiero C.A.I. n 212. Da qui è possibile continuare la discesa verso Cortina lungo il sentiero C.A.I. n. 206 fino alla stazione intermedia di Mandres e ritornare alla partenza in funivia; oppure seguendo il n. 211 per Malga Larieto-Mietres e poi il n. 204 per Cortina; o ancora da Rio Gere rientrare in paese con il pullman di linea (www.dolomieutrail.it).

-Quattro passi in centro

Partenza dallo Stadio olimpico del ghiaccio dove si trova, appunto, il busto di Deodat de Dolomieu (1750-1801), a cui le Dolomiti devono il nome. Proseguendo in direzione del centro, poco distante dall’ingresso del Museo Paleontologico Rinaldo Zardini, si trova il busto di Alberto I Re del Belgio (1875-1934), che scoprì Cortina nel 1907 e continuò a tornarvi per tutta la vita. Lungo Corso Italia si trova il busto di un altro sovrano: Massimiliano I d’Asburgo (1459- 1956), re di Germania, arciduca d’Austria e imperatore del Sacro Romano Impero. Erudito e poeta, fu soprattutto un grande diplomatico: nel 1511 conquistò Ampezzo, riunendo alcune vallate dolomitiche sotto un’unica bandiera. Tappa finale presso Piazza Angelo Dibona, dove si trova il busto bronzeo della guida alpina e istruttore militare delle truppe di montagna austriache durante la Grande Guerra. Angelo Dibona (1879 -1956) fu una delle più grandi guide alpine delle Dolomiti, con oltre 70 prime ascensioni in tutto I’arco alpino: ai piedi della Tofana di Rozes un rifugio porta il suo nome.

-Profeti fuori patria

Cortina non solo attirò dignitari da ogni parte del mondo, ma esportò alcuni talenti che si fecero onore ben oltre la soglia di casa. Silvestro Franceschi (1792 -1870), imprenditore, disegnatore e progettista, costruì la strada che porta da Lienz a Monguelfo; iI suo nome è legato inoltre alla costruzione del campanile di Cortina. Bartolomeo Gilardoni (1729 -1803), fabbro, orologiaio e meccanico di precisione, inventò il fucile ad aria compressa e il primo fucile militare a ripetizione del mondo. Mattia Franceschi (1789 -1844), consacrato sacerdote, divenne confessore della regina di Sassonia a Dresda. Leopoldo De Zanna (1721 -1787), canonico agostiniano, fondò nel convento di Novacella una delle più importanti biblioteche del Tirolo.

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