La chiesa della Madonna della Difesa.Continua il percorso tra le piccole chiese di Cortina.

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di LauraVestrucci

Il  vostro soggiorno   Cortina durante le   festività natalizie vi offrirà   di certo maggiori occasioni di conoscere la “Perla” della conca ampezzana rispetto a quelle che  potrebbe offrirvi un soggiorno  dal mese di gennaio in avanti. Si sa, infatti, che da gennaio inizia il  periodo canonico  degli sciatori ad oltranza delle settimane bianche. Il periodo natalizio, invece, ovunque lo si trascorra, induce in ciascuno di noi  un particolare senso di legame con il luogo che ci ospita, sia esso il focolare domestico, sia una località raggiunta appositamente per l’occasione delle feste. E il legame si esprime anche nel piacere dell’intrattenimento con le persone e nei luoghi con la tradizione e la storia. Per questo motivo proponiamo in questi giorni  un percorso alla conoscenza dei monumenti di Cortina, pur sapendo che i monumenti per eccellenza sono le stupende cime che la circondano.

La prossima proposta  di questo percorso è il Santuario  della Madonna della Difesa  che fa parte delle doti gestite dai Frati  Minori Francescani. Come si intuisce dal nome, essa è dedicata alla Madonna di cui si ricorda una particolare protezione verso il popolo di Cortina, da qui lo specifico termine  difesa. Si tramanda che già nel lontano  572 , ovvero all’ epoca della penetrazione  longobarda anche nel Cadore, gli abitanti della conca d’Ampezzo assaliti brutalmente fossero salvati in extremis dalla Vergine che armata di spada avrebbe portato disorientamento tra i  barbari al punto da uccidersi a vicenda, lasciando salvi gli ampezzani. In quel luogo era già presente un sacello di epoca antica, secolo XIV,dove una confraternita si riuniva. Quando, quasi nove secoli dopo, nel 1412 si verificò un altro estremo pericolo per una nuova incursione di popoli dal nord, il popolo attribuì la propria salvezza di nuovo alla Madonna, viste le esigue forze con cui  gli abitanti  insieme ai vicini del Cadore poterono opporsi e vincere. Per mantenere nel tempo la memoria di questo prodigio essi istituirono la festa del “voto” che ancora oggi si  celebra il 19 gennaio. Si decise anche di accrescere quel sacello innalzando una vera chiesa che attraverso successive modifiche e ampliamenti ottenne l’assetto attuale nel 1751. Per volere dell’imperatore d’Austria Giuseppe, l’edificio fu aperto al culto solo dal 1790.

Oggi ammiriamo  la facciata a capanna  a due spioventi, liscia, movimentata non da soluzioni architettoniche ma  da decorazione e impreziosita da un affresco sovrastante il portale e raffigurante la Madonna della difesa che troviamo raffigurata anche in una sezione nel soffitto interno. Quando entriamo ci colpisce l’interno molto ricco  grazie alle sculture di stile rococò e alle decorazioni in sgargianti colori ( tra gli artisti che furono all’opera  i Peskoller e lo Zeiler, attivi in zona anche su altri edifici). Il gusto barocco trionfa nell’altare maggiore ligneo molto articolato per la presenza di soluzioni architettoniche  quali  colonne e statue. In legno anche la statua della Madonna della Difesa vestita in modo sontuoso e il tabernacolo contornato da angeli e scene della vita di Cristo.  Le pitture ai lati dell’altare (l’Addolorata e Madonna con Bambino tra Santi) sono di Francesco Zeiler. A Quanti saranno a   Cortina  il 19 gennaio ricordiamo la Festa del Voto.

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