INIZIA IL PERCORSO TRA LE PICCOLE CHIESE DI CORTINA.Le piccole chiese e cappelle a Cortina e nella conca ampezzana sono il segno della devozione popolare suscitata anche dalla presenza dei padri fondatori.

0 Flares 0 Flares ×

di Laura Vestrucci

Molto vicino al complesso monumentale della Chiesa parrocchiale e del campanile si può raggiungere una piccola chiesa di proprietà della famiglia Costantini intitolata a San Francesco come la piccola piazza in cui è sita, piazzetta San Francesco.
Mentre ci si sposta di pochi metri per raggiungerla, verso via Del Mercato, raccogliamo alcune informazioni sulla presenza di chiese decentrate sul territorio comunale. Infatti sono almeno diciotto gli edifici religiosi, di mole molto meno imponente rispetto alla Basilica e al campanile, ed è impossibile non aver notato che questo corrisponde ad una consuetudine architettonica delle aree dolomitiche, dove sovente si trovano una grande chiesa centrale e questa piccole chiese e cappelle disseminate a largo raggio, per non parlare poi dei crocifissi diffusi nel territorio dolomitico ad ogni punto cardinale. Si può studiare un percorso tra questi diciotto edifici religiosi, spostandoci dal centrale corso Italia verso le località più decentrate. La prima che si incontra è, appunto, in piazzetta san Francesco.Se ne attribuisce la proprietà alla famiglia Costantini,cognome che anche oggi ricorre tra gli ampezzani, ma per stabilire l’epoca di fondazione,di cui non si ha certezza, si può fare riferimento solo ad un atto di compravendita del 29 settembre 1396. E’ un’epoca interessante dal punto di vista artistico ed infatti all’interno si possono ammirare i resti di un ciclo di affreschi. Oggi sulla parete di fondo del presbiterio ne è presente solo una parte che raffigura tre frammenti di figure,due santi e un apostolo. Quindi si pensa che vi fossero affrescati anche gli altri apostoli. Le figure sono separate da archi a tutto sesto che poggiano su colonnine. L’attribuzione, come spesso accade in questi casi, non è certa ma ci si orienta verso un artista della seconda metà del XIV secolo, non del luogo, forse di passaggio. Lo spazio è organizzato in una navata e nella parete destra ci attrae la grotta di Lourdes costruita nel 1913 dal sacrestano Fedele Siopaes che voleva collocare una statua della Vergine di scuola gardenese. La presenza del sagrestano è una costante per le piccole chiese cortinesi, anche oggi si mantiene il rapporto di uno a uno (qui il sacrestano è Sergio Costantino Ghea) a testimonianza del fatto che si dà importanza a questi siti che ancora possono essere animati da funzioni o riti religiosi. Se questa di San Francesco è di proprietà privata, non di meno anche le altre sono custodite e conservate con una devozione che è premurosa oltre la proprietà. Si deve sapere che, nell’area della conca ampezzana, le cappelle hanno gradualmente sostituito i crocifissi dislocati in diverse località e questo viene spiegato come un segno di maturazione del senso religioso, infatti talora i crocifissi erano insediati dalla popolazione anche per scacciare spiriti che si pensava potessero essere nocivi. Non solo, la loro fondazione viene collegata spesso a eventi di respiro europeo come la diffusione degli ordini dei mendicanti che si spostavano e stabilivano le proprie comunità in molte zone del continente. Cosi i Francescani anche a Cortina.

 

 

 

 

 

 

0 Flares Twitter 0 Facebook 0 Google+ 0 Email -- 0 Flares ×

Comments are closed.




0 Flares Twitter 0 Facebook 0 Google+ 0 Email -- 0 Flares ×