In quota fa troppo caldo. Problemi sulle piste

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Chiuse le piste Erte basse, Erte alte e Lieta sul Nevegal, ma anche a Palafavera (Zoldo) e Cortina (specie sul Faloria) la situazione è problematica. Il caldo anomalo di questi giorni sta mettendo a dura prova le piste di diversi comprensori della provincia. Del resto si sono sfiorate temperature che sanno di primavera: in pianura si sono toccati i 18°C, nei fondovalle montani valori tra i 15 e i 18°C e a 1500 metri si sono superati i 12°C.
Un febbraio “estremo”. O troppo freddo o troppo caldo, comunque fuori norma. Le temperature registrate in febbraio lo rendono un mese da record: se nei primi dieci giorni ha fatto molto freddo, con minime record in molte località, negli ultimi 10 la situazione si è ribaltata. Colpa (o merito, dipende dai punti di vista) dell’anticiclone di origine atlantica, che da martedì scorso ha fatto alzare la colonnina di mercurio sui termometri di tutta la provincia, fino al picco registrato tra venerdì e sabato. L’escursione termica massima mensile, cioè la differenza tra la temperatura minima e la massima assolute registrata nel mese, arriva a sfiorare i 28-30°C.

Piste in difficoltà. «La neve è marcia», annuncia Enrico Ghezze, amministratore della società che gestisce gli impianti del Faloria. «Si scia bene la mattina, perchè la neve artificiale si scioglie più lentamente di quella naturale, ma al pomeriggio si fa fatica». La speranza di tutti è che torni il freddo, ma a metà settimana le temperature torneranno a puntare verso l’alto.

Il Nevegal. Avevano aperto da un paio di giorni, le piste Erte basse, Erte alte e Lieta, ma il caldo anomalo degli ultimi giorni, unito al fatto che non c’era il fondo ben ghiacciato, ha costretto la Nis a chiuderle. Restano aperte, e fruibili dai bellunesi e dai turisti, Coca bassa, Coca alta e campo scuola. «Sembrava di essere in marzo», ha commentato un turista ieri. Alle 7 del mattino c’erano già 7°C sul Colle, e la temperatura è salita nel corso della giornata. Si è potuto sciare bene nelle prime ore, poi è diventato difficile.

Faloria. «La neve è marcia, si sta sciogliendo». Enrico Ghezze non nasconde la preoccupazione per le condizioni delle piste, che pur essendo tutte aperte nella zona del Faloria permettono di sciare solo al mattino. «Prima che arrivasse quest’ondata di caldo la situazione era discreta, a 2000 metri c’erano 40 centimetri di neve naturale, il resto si sparava e andava bene. Se va avanti questo caldo sarà difficile riuscire a tenere aperto fino a Pasqua, anche se tutto può cambiare».

Tofane. Anche sulle Tofane neve un po’ molle in superficie, ma impianti tutti aperti. La maggior parte del manto sulle piste è artificiale, ed essendo compatto si scioglie più lentamente, ma di pomeriggio si fa più fatica a sciare rispetto al mattino. La speranza, anche in questa zona della provincia, è che le temperature scendano un po’.

di Alessia Forzin

Fonte: Corriere Delle Alpi

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Tags: Cortina, Faloria, nevegal, piste sci, Tofane

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