IL TRAMPOLINO OLIMPICO DI LANCIO E LO STADIO DEL GHIACCIO.Strutture vive della storia di Cortina, monumenti alla passione per gli sport su ghiaccio e neve.

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Il tour di Cortina che stiamo facendo sulle tracce che la storia ha lasciato con la cooperazione dell’uomo (per distinguerle da quelle meraviglie che sono la traccia piĂą indelebile della storia, ovvero le Dolomiti) ci ha portato tra i monumenti della cittĂ , tra le chiese, i palazzi civici, i musei e ci ha consentito di conoscere tanti aspetti che forse il villeggiante trascura per dedicarsi soprattutto agli sports invernali, in questo periodo dell’anno e alle escursioni in estate. Ma muovendoci dal centro verso la periferia di Cortina, non può esserci sfuggita la sagoma di due costruzioni che possiamo considerare monumenti per l’importanza che ad essi viene attribuita dalle vicende cortinesi fino ad oggi. Facciamo uno spostamento diretto da sud a nord, come se entrassimo in Cortina dalla strada statale SS.51 dopo l’ultimo comune di San Vito di Cadore. Quando si raggiunge la frazione di Zuel, che abbiamo giĂ  conosciuto per visitare   la chiesa ricca di opere d’arte, sulla sinistra si erge la sagoma snella del Trampolino Olimpico di lancio  che è legato ad una data indimenticabile, quell’anno 1956, in cui Cortina ottenne di essere sede dei Giochi Olimpici invernali.  Abbiamo detto “sagoma snella” e siamo sotto l’inganno della prospettiva dalla strada statale, ma in avvicinamento ci colpisce la maestositĂ  della costruzione: la torre in cemento armato cavo è alta piĂą di 54 metri e ospita un ascensore; la rampa di lancio si protende verso di noi per 86,5 metri, con un’ inclinazione di 35° che consentiva agli atleti il miglior slancio verso la pista di atterraggio, inclinata sul suo punto massimo di 38° e distante dal dente di lancio 86,5 metri. GiĂ  negli anni ’30 del’900 in questo sito era stato costruito un trampolino di lancio, ma in legno, che era soprattutto usato dagli atleti per gli allenamenti. Dal 1956, su  questa meraviglia, grandi  atleti ottennero medaglie d’oro mentre dagli spalti il pubblico  poteva essere contenuto fino alle 3 mila  presenze, sulle tribune laterali, ma addirittura fino a 40 mila nel complesso della zona di sosta. Riecheggiano dalla storia di quella Olimpiade invernale i nomi del finlandese  Hyvarien, medaglia d’oro nel salto speciale, o del norvegese Stenersen,medaglia d’oro nella combinata nordica. In seguito sul trampolino si sono svolte gare nazionali ed internazionali, come il “Gran Prix delle nazioni di salto con gli sci” e di Coppa del mondo. In estate, la pista di atterraggio è ideale  per incontri di calcio di squadre locali o come sede di un concorsi ippici con salto ad ostacoli.

Da Zuel ci spostiamo verso nord e raggiungiamo lo Stadio  del Ghiaccio,  la struttura che dal 1952, per dire l’anno di inizio dei lavori, ma fu inaugurato nel 1955, divenne il simbolo di Cortina. E’ uno dei luoghi che, o per seguire un qualche evento sportivo e/o artistico sul ghiaccio, o solo per una visita, deve essere assolutamente conosciuto. In cemento armato rivestito in legno di cirmolo, abete e larice, la materia prima per eccellenza della zona, dapprima open air, poi chiuso con un sistema automatizzato per consentire la frequentazione in qualsiasi stagione, ha quattro piani di tribune rivolte verso sud e gradinate per un contenimento complessivo di  almeno 12 mila persone. E’ un luogo pieno di vita in ogni stagione, perché sia in estate sia in inverno, quando non vi si disputano gare artistiche su ghiaccio e campionati di hockey e altri sport, è il teatro di Cortina e accoglie i migliori spettacoli delle due stagioni. I giovani, poi, sia residenti, sia in soggiorni turistico, possono frequentarlo per la Ice Disco Dance, una vera e propria discoteca su ghiaccio, dotato anche di servizio bar. In qualche ora della mattina,  fuori orario rispetto alle programmazioni,  entrando si possono godere i volteggi di giovani pattinatrici seguite dalla propria allenatrice.

di Laura Vestrucci

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