IL PARCO NATURALE DELLE DOLOMITI D’AMPEZZO

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IL PARCO NATURALE DELLE DOLOMITI D’AMPEZZO.Monumento in natura.

C’erchiamo la ski area ¬†perfettamente innevata ¬†in inverno e i sentieri ¬†ben segnati e sicuri per le escursioni in estate. Troviamo questo e molto di pi√Ļ, nel Parco Naturale delle Dolomti d’Ampezzo.

 

La soluzione di creare ‚Äúparchi‚ÄĚ su quei territori che hanno avuto in dote dalla natura specifiche caratteristiche che li rendono unici¬† in quanto al valore storico e naturalistico, ha consentito di delimitare ampie zone nelle diverse regioni italiane, di proteggerle da interventi dannosi, e di segnalarle all‚Äôattenzione del pubblico sia di studiosi, sia di turisti. Anche nel Veneto con la ¬†Legge Regionale n.21 del 22 Marzo 1990 √® stato istituito il Parco Naturale delle Dolomiti d‚ÄôAmpezzo. La sede istituzionale ¬†del Parco si trova presso la Ciasa De Ra Regoles, nel centro di Cortina, l‚Äôedificio simbolo della storia locale. Infatti, la Regione affid√≤ la gestione del Parco appunto alla Comunanza delle Regole d‚ÄôAmpezzo che per centinaia di anni avevano conservato e tutelato il territorio. La Comunit√† Europea ha riconosciuto il Parco come sito di importanza comunitaria e le dolomiti, anche in questa area ampezzana, sono comprese tra¬† i monumenti inclusi dall‚ÄôUNESCO nel novero del Patrimonio dell‚ÄôUmanit√†. Tutto questo ci conferma che la magnificenza dei luoghi √® un valore di cui la popolazione va fiera e che anche chi li frequenta come turista deve esserne consapevole per goderne il maggior beneficio. Chi vive e lavora nelle zone istituite a Parco, dovunque esse siano collocate, √® vincolato a ¬†precise norme di rispetto ¬†e le comunit√† locali sono particolarmente attive nelle pi√Ļ diverse attivit√† culturali e scientifiche .

Dove si estende il Parco e come vi si accede? La zona interessata  ha una configurazione a cuneo, con diramazioni laterali e confina a Nord con il Parco altoatesino di Fanes, Senes e Braies. Per accedere,   noi visitatori abbiamo come facili  direttrici le strade della  grande comunicazione verso i valichi di Falzarego, Cimabanche e Tre Croci. Da questi  partono numerose   piste forestali e  sentieri, con uno sviluppo complessivo che supera i  300 chilometri. Sono percorsi turistici, molto frequentati  e tra essi  si possono selezionare  8 vie ferrate e 6 sentieri attrezzati, alcuni dei quali sono ciò che rimane dei duri  camminamenti della Grande Guerra del 1915-1918.

L‚Äôuso del suolo √® stato reso omogeneo e¬† si sono esclusi gli insediamenti abitativi e le attrezzature per lo sci per privilegiare¬† la destinazione silvo-pastorale¬† dove si trovano malghe e boschi, e a riserva naturale (9 riserve integrali e 11 riserve orientate). Nel complesso sono interessati pi√Ļ di 11 mila ettari. Noi, talvolta, ¬†¬†non ne abbiamo consapevolezza, ma dobbiamo sapere che muovendoci verso i grandi gruppi montuosi delle Tofane, del Cristallo, della Croda Rossa o di Fanes, e nelle strette valli¬† del Boite, del Felizon, Travenanzes ¬†e del rio Falzarego ¬†siamo esattamente in questa zona protetta. E abbiamo ben 11 rifugi alpini disponibili inseriti nel Parco su Lagazuoi, Tofana e Cristallo. Per ogni informazione possiamo rivolgerci al personale sia nel punto principale di accesso, al ponte Felizon, sia alla sede delle Guide alpine con le quali¬† ci si pu√≤ accordare anche per escursioni naturalistiche di alto profilo perch√©, in questo caso, il vero divertimento coincide con la pi√Ļ alta sicurezza e informazione.

di Laura Vestrucci

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