Dolomiti: passaggi sulle piste in aumento, cambia la clientela

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Non c’è crisi che tenga quando i soldi – tanti soldi – arrivano da chi è disposto a tutto pur di passare una vacanza al top sulla neve.

Nonostante la crisi e il brutto tempo che sembrava aver rovinato parte delle festività di Natale, arrivano segnali più che incoraggianti per il turismo sulle Dolomiti: le società di impianti di risalita che fanno parte di Dolomiti Stars – Ski Civetta, Falcade, Arabba e Marmolada -, segnalano un piccolo ma significativo incremento, rispetto all’anno scorso, del numero di passaggi giornalieri sulle piste da sci. I dati sono ancora in evoluzione, ma il paragone con le 517mila presenze turistiche dell’anno scorso (278.631 italiane e 239.116 straniere) risulta favorevole alla stagione in corso; merito della neve scesa in abbondanza sulle principali località turistiche ma soprattutto di un turismo che da quest’anno sembra aver creato una nuova tendenza: il richiamo di facoltosi imprenditori dell’est, provenienti da Russia, Polonia, Svezia e Repubblica Ceca, che in Italia arrivano con tanta voglia di divertirsi, mettendo a disposizione senza troppi indugi i propri budget da capogiro.

Nonostante la crisi, dunque, l’aumento di presenze sembra frutto proprio di questo nuovo segmento di turismo, fatto di camere superaccessoriate in hotel di lusso, champagne, belle donne e tanto divertimento notturno.

Un turismo che ha trovato nel bellunese un nuovo punto di riferimento, con gran parte dei suoi principali protagonisti provenienti da precedenti esperienze nelle più esclusive località europee: al contrario dell’italiano medio, infatti, ai turisti dell’est piace cambiare meta ogni anno; si informano, cercano di capire quali sono i posti più «in» e l’anno successivo organizzano lì le loro vacanze. Inutile dirlo, si tratta per lo più di persone molto facoltose, disposte a spendere anche parecchio pur di avere un trattamento al top sotto ogni punto di vista: hotel esclusivamente a cinque stelle, suite superaccessoriate, auto sportive e belle donne – ma queste le portano direttamente dal loro paese -.

Generalmente prenotano all’ultimo per 5, massimo 7 giorni di vacanza. E l’anno dopo, per quanto abbiano trovato di proprio gradimento il soggiorno, nella stragrande maggioranza dei casi spariscono e non si rivedono più.

«Si tratta di una fascia di clientela molto particolare – conferma Roberto Cardazzi, presidente di assoalberghi Cortina -: hanno a disposizione soldi a volontà e puntano tutto sul confort e le migliori comodità, scegliendo solo ed esclusivamente il meglio. Quest’anno si è notato in particolar modo l’aumento delle presenze di polacchi e svedesi, per lo più coppie che privilegiano il divertimento serale, tra discoteche e pub, fino a tarda ora. Il fatto che ne arrivino sempre di più è un ottimo segnale; un po’ meno la loro abitudine di non tornare gli anni successivi».

Che il turismo nel bellunese stesse cambiando lo si era già intuito nel periodo di capodanno, quando in gran parte delle località turistiche bellunesi era stato registrato il tutto esaurito negli alberghi di lusso a fronte di un calo netto di prenotazioni nei piccoli alberghi e nelle pensioni, dove sono rimaste non poche camere vuote: un trend opposto a qualsiasi confronto con il passato, quando chi prenotava all’ultimo momento trovava a disposizione soltanto camere di lusso a prezzi peraltro da capogiro.

Bruno Colombo

(fonte: Corriere del Veneto)

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Tags: Arabba e Marmolada, Dolomiti, Falcade, Ski Civetta, Turismo

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