Cortina punta ai Mondiali 2017

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Crede ai proverbi, la Regina delle Dolomiti. Per questo, perché non c’è due senza tre, ha deciso di riprovarci. Cortina d’Ampezzo, questa volta, sembra fare sul serio. E la candidatura a ospitare i Campionati mondiali di sci alpino del 2017, dopo avere perso il treno del 2013 (i big del Circo bianco si sfideranno a Schladming in Austria) e quello del 2015 (Vail e Beaver Creek, Colorado), è la pietra angolare di un rilancio che, nei fatti, è già avviato. E che passa attraverso un piano d’investimenti superiore ai 215 milioni di euro, dal 2012 al 2016. Investimenti che, a partire dalla nuova mini-tangenziale in buona parte interrata, andranno a vantaggio di tutta la Conca ampezzana, nell’intento di lavorare a un progetto d’ampio respiro, più che a un evento di marketing senza ricadute durature. La decisione della Fis, la Federazione internazionale dello sci, avverrà a maggio a Gangwon in Corea del Sud, ma la sfida a tre per il 2017 è già scattata. Cortina se la vedrà con una vecchia rivale e un terzo incomodo: la Svizzera (e altrettanto glamour) Saint Moritz e la svedese Åre.

“Noi ci crediamo”, dice il sindaco Andrea Franceschi: “Aspettiamo un riconoscimento di prestigio dai tempi dalle Olimpiadi del 1956 e le due nostre concorrenti hanno ospitato i Mondiali in anni recenti: Saint Moritz nel 2003, Åre nel 2007. Questa volta tocca a noi”.

La Regina attende investimenti infrastrutturali da decenni. Molti, in paese, guardano con invidia ai paesi della vicina Alta Pusteria, dove la ricca Provincia di Bolzano ha creato negli anni una serie di mini-tangenziali. Nel 2010, la giunta-Franceschi quasi si spaccò su un’ipotesi progettuale dell’Anas che prevedeva 440 milioni d’euro d’investimento, con una circonvallazione di 11 chilometri e un forte impatto ambientale che sollevò le critiche di molti. Franceschi, allora, tirò fuori dal cilindro una proposta alternativa: un tracciato di “soli” 4 chilometri a due corsie, con altrettanti tunnel e un costo di gran lunga inferiore, anche se sempre elevato: 136 milioni di euro. Obiettivo dell’operazione: portare il traffico pesante (soprattutto padroncini austriaci e dell’Est che non vogliono pagare il pedaggio dell’Autobrennero) lontano dal centro e facilitare il deflusso degli sciatori dell’area Tofana-Cinque Torri. Con l’alleggerimento del traffico sull’attuale anello, anche l’area pedonalizzata in centro – regno dello struscio dei vip, con o senza scontrino – potrebbe ulteriormente espandersi.

Ma i soldi, chi dovrebbe metterli? Il governo, attraverso l’Ana e il Cipe. Cortina ci crede, malgrado la crisi e la fresca bocciatura dell’Olimpiade romana del 2020. A fine febbraio, ha sfoderato come testimonial un certo Alberto Tomba. E si è sentita dire da qualcuno: “Ma quello lì è bolognese, mica veneto…”.

Impossibile dire al momento se un altro sogno storico della Regina potrà essere esaudito: il collegamento diretto con il Dolomiti Superski, il carosello sciistico più vasto del mondo. E’ invece assicurata (i lavori partiranno in primavera) la creazione di un invaso artificiale di 95 mila metri cubi dietro Piè Tofana, che d’inverno servirà ad alimentare con i cannoni sparaneve le piste della Tofana, del Col Drusciè e di Socrepes, mente d’estate si trasformerà in un nuovo lago.

Quanto ai Mondiali veri e propri, la ricettività è garantita dai 4 mila posti letto del paese (più della metà in hotel di 4 e 5 stelle), ma anche dai 1.800 letti tra San Vito, Misurina e Carbonin, più altri 15 mila sparsi tra Alta Pusteria, Arabba, Comelico e Cadore. La viabilità interna all’Ampezzano in quelle due settimane di febbraio rischia il collasso: anche per questo, il Comitato organizzatore diretto dall’altoatesino Martin Schnitzer ha previsto la realizzazione di grandi parcheggi d’attestamento a nord e sud del paese, con un servizio di navette sul modello park&ride. Ai possessori di un biglietto per le gare, poi, sarà rimborsato il viaggio su mezzi pubblici, da tutta Italia. L’associazione Regole d’Ampezzo ha dato via libera, per la Fondazione Unesco sarebbe una straordinaria vetrina sulle Dolomiti.

Cortina sa bene che fallire il terzo tentativo sarebbe la pietra tombale sul suo sviluppo. Regina senza regno insomma.

di Paolo Cagnan

Fonte: Espresso.Repubblica.it

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Tags: candidatura 2017, Cortina, investimenti

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