Cortina, è allarme cementificazione

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Stefano Verocai, vice sindaco e assessore all’urbanistica del Comune di Cortina, lancia l’allarme di una possibile “cementificazione” delle zone agricole di Cortina, con la trasformazione di ruderi agricoli in ville. A far scattare le paure la proroga, con alcune modifiche, della legge veneta in materia di urbanistica varata dal consiglio regionale a inizio dicembre. In particolare, a far insorgere l’esponente della giunta comunale è quanto contenuto in un articolo della legge che di fatto, a suo dire, darebbe la possibilità di trasformare gli edifici presenti in zona agricole (cioè ruderi o baracche fatiscenti usati come rimesse per i lavori nei campi) in villette e questo non più, come prevedeva la legge del 2004, ai soli titolari di aziende agricole ma a chiunque.

“Un apiario di 30 metri quadrati – ha detto Verocai – può essere ora trasformato in una casa di tre piani”. Il vice sindaco, ricordando la battaglia portata avanti dall’amministrazione locale contro le speculazioni edilizie, ha parlato di circa 200 ruderi che potrebbero diventare ”condomini”, aumentando in modo stratosferico il loro valore. Verocai ha denunciato quindi il rischio di una ”cemetificazione del paesaggio di Cortina”, e ha espresso l’augurio che si tratti di una svista e che il consiglio regionale veneto faccia ”immediatamente dietrofront”.

La risposta di Andrea Bassi, presidente della commissione Urbanistica in Consiglio regionale, non si è fatta attendere ”Anzitutto – precisa Bassi – nel testo di legge non si parla di nuova edificazione, ma di edifici esistenti che possono essere riqualificati o ampliati. L’ampliamento fino a 800 metri cubi,peraltro, – precisa – è già previsto dalla legge 11 approvata nel 2004. Con le modifiche della nuova legge è stata solo aggiunta, a regime, la possibilità di effettuare la ristrutturazione edilizia. Sottolineo, inoltre – continua Bassi – che la nuova legge non tratta minimamente di cambi di destinazione d’uso. Con l’interpretazione autentica, è stato chiarito in maniera inequivocabile ciò che la legge 11 del 2004 e le successive circolari emanate dalla Regione già dispongono. Infine, – conclude l’esponente della Lega Nord – nel testo si specifica che tali modifiche valgono ‘ferme restando le disposizioni più restrittive previste dagli strumenti urbanistici comunali’. Pertanto, è sufficiente che il comune restringa le possibilità previste con apposite norme all’interno del proprio Pat”

(fonte: Corriere del Veneto)

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Tags: bassi, cementificazione, verocai

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