CON LE CIASPOLE PERCORSO IN QUOTA TRA LE STUPENDE CIME DEL GRUPPO LAGAZUOI, CINQUE TORRI E LE MEMORIE DELLA GRANDE GUERRA.

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Ieri abbiamo scritto delle ciaspole o ciaspe dette anche ciaspes, e ne abbiamo in sintesi descritto  le  caratteristiche, abbiamo dato qualche consiglio su come usarle e dove. Oggi vogliamo  integrare l’informazione con una proposta molto interessante, e chi trascorre qualche giorno a Cortina potrà metterla in agenda prenotando la propria partecipazione. Un itinerario con le ciaspole che vi condurrà sul luoghi ricchi di memorie e di fascino della Grande Guerra. Si parte dal rifugio ColGallina, che abbiamo già ricordato come luogo di altre manifestazioni,  circondato dal verde in estate e dalla neve in inverno. Siamo a 2055 metri s.l.m e lo spostamento vi porterà a Cima Gallina, a quota 2316mt: il dislivello è di 300 metri,  non  eccessivo, forse più agevole in estate, ma il primo fattore da calcolare è la salita, ragionevolmente impegnativa, con le ciaspe ai piedi, i bastoncini per aiutarsi nel passo, e tutto l’equipaggiamento che si consiglia. Poiché siamo in terreno innevato è consigliabile iscriversi alla ciaspolada  per avere la guida  del gruppo Guide Alpine –Scuola Alpinismo (non è impossibile fare il percorso da soli, ma l’esperienza sarebbe di certo meno completa). La Ciaspolada della Grande Guerra ”Sulle orme del passato”   è organizzata dalle Guide Alpine insieme con il “Gruppo Naturalistico Bellona” che nella sezione di rievocazione storica “Sentinelle del Lagazuoi”si impegna nell’attività di rievocare scene della Grande Guerra ambientate su queste montagne stupende, ma tragicamente rimaste nella memoria storica   per le note vicende belliche di inizio secolo XX.                                                                                       Cima Gallina  era  un punto strategico del fronte della Grande Guerra, dalla sua posizione elevata si poteva, e si può, osservare il Sasso di Stria, il Piccolo Lagazuoi, le Torri Falzarego, le Tofane, il Passo Falzarego e più giù il Passo Val Parola, perciò era diventato un importante caposaldo d’artiglieria. I cannoni in caverna puntavano sulle posizioniaustriache del Piccolo Lagazuoi.Questo caposaldo aveva punti di osservazione  e

alloggiamenti sia in  muratura sia  in caverna contro i quali si scaricavano i colpi degli austriaci.I rievocatori del gruppo Bellona vi daranno sicurezza non solo nel passo sul sentiero innevato, ma anche nel racconto storico, essi,infatti, non sono appena dei figuranti,vestono sì abbigliamento storico su ricostruzione dettagliata di quello dell’epoca, ma, oltre a ciò, durante il cammino vi descriveranno i luoghi in relazione al passato che vanno  a rievocare, vi faranno entrare negli alloggiamenti ,vi diranno che  il caposaldo veniva rifornito di viveri e munizioni dalla valle tramite una teleferica ed era collegato con altre postazioni da una fitta rete telefonica.Ricorderanno le ore trascorse in questi luoghi, sia all’esterno, sia dentro le postazioni fino a quando il caposaldo venne abbandonato nell’autunno del 1917 durante la ritirata di Caporetto. Allora  il  fronte dolomitico venne sgombrato in tutta  frettae le posizioni del Col Gallina caddero in mano agli austriaci. In seguito ci furono le operazioni di smantellamento con il recupero delle parti in ferro  di cui restano segni.Potrete entrare  nella galleria dormitorio, nella galleria del cannone e nella baracca in caverna, come oggi è stata ripristinata, che si affaccia a strapiombo sul paesaggio sottostante. Il percorso ha la durata di circa un’ ora e mezzo.

di Laura Vestrucci

 

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