CIASA DE RA REGOLES. La CASA DELLE REGOLE, quasi due secoli di storia cortinese tra vicende di istruzione primaria e di istituzioni antiche. E con il Museo Rimoldi, qui l’arte è di casa.

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CIASA DE RA REGOLES

Quasi due secoli di storia cortinese  tra  istruzione primaria e  istituzioni antiche. E con il Museo Rimoldi, qui l’arte è di casa.

 

Lo spazio che circonda la Basilica minore e il campanile è un luogo di socialità dove i turisti ospiti fanno sosta a crocchi  prima di riprendere la passeggiata su Corso Italia. Siamo in piazza Venezia e la storia di Cortina ci circonda da ogni lato. Anche qui,   le radici religiose testimoniate dal complesso della basilica e del campanile convivono con quelle delle istituzioni civiche che  in questo caso  sono rappresentate storicamente dalle cosidette Regole, la cui sede era appunto in questa   Ciasa de Ra Regoles,  un’edificio massiccio costruito secondo  l’architettura dell’edilizia urbana austriaca dell’800,  con il tetto  a padiglione   e privo di balconi  o poggioli. Le facciate,  sulle quali si aprono gli ordini di finestre, sono arricchite dai simboli delle   undici Regole. Il termine regola, che in origine era, quindi, la norma che stava alla base dei comportamenti collettivi  per l’utilizzo delle aree a bosco e a pascolo, in seguito ha definito anche l’istituzione, una sorta di “comunione familiare montana” con una personalità giuridica abilitata a gestirsi con propri statuti. L’edificio, costruito nel 1827 per ospitare la scuola locale,  e successivamente rialzato di un piano per ospitare un maggior numero di alunni, solo nel 1957 fu adibito a sede delle Regole e grazie a due successivi interventi di  ristrutturazione giunge a noi in ottimo stato conservativo. Su tre piani della Ciasa si può visitare  il Museo d’Arte Moderna Mario Rimoldi che in questo scorcio di fine anno,  con apertura dal 7 dicembre, allestirà un’ esposizione di opere provenienti da collezione privata Allaria, un corpus di oltre novanta opere di grandi artisti tra i quali Sironi, De Pisis e Guttuso.Un piano della Ciasa viene dedicato alla collezione permanente del collezionista Rimoldi riconosciuta come uno dei corpus più significativi del XX secolo e  il museo stesso si distingue, infatti,  per la vocazione a diffondere la conoscenza  dell’ l’arte italiana del ‘900. Le Regole sentono forte il legame con il Museo Rimoldi e con il patrimonio che la omonima collezione ha mantenuto in Cortina, un valore spesso confermato dalle offerte di acquisto che giungevano al collezionista dai più importanti musei nel mondo. Egli sapeva stimolare gli artisti che giungevano a Cortina affinchè  ne ritraessero il paesaggio e otteneva che la sua valle fosse immortalata secondo l’impronta artistica di ciascuno. De Pisis fu l’artista più assiduo in questa produzione, ma Rimoldi seppe ottenere il meglio della produzione tra le due guerre con Morandi, Campigli, Sironi, Semeghini e dopo il secondo conflitto mondiale continuò con Carrà, De Chirico, Severini, Depero. Si accostò poi  al meglio delle avanguardie, agli astratti degli anni Cinquanta secondo un modello di collezionismo di tipo americana. E decise di tenere il patrimonio a Cortina. Per questo motivo una parte sostanziale della collezione venne donata  alle Regole dalla vedova Rosa Braun.

La sosta  al pianoterra per la proiezione di un video dell’artista Michael Fliri dedicato alla montagna, ci prepara a tornare  nel contesto ambientale di Cortina.

di Laura Vestrucci

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