CASTELLI A CORTINA . IL CASTELLO DI BOTESTAGNO

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Nella storia di Cortina c’è un altro castello che viene annoverato insieme con quello di De Zanna e porta il titolo di Castello di Botestagno. Alcuni lo chiamano di Podestagno  facendo derivare il nome  dal tedesco “Peutelstein”(“Rocca sul Boite”). Si tratta di un antico maniero  di cui oggi restano i ruderi tra il verde del cespugli e di altra vegetazione. Si possono  individuare quando da Cortina si viaggia verso Dobbiaco  e, passato il pianoro con salita  di Fiames si ha davanti lo sperone di roccia. La localitĂ  è a nord di Cortina, chiamata PrĂ  del Castel.  Il sito oggi è sassoso e silenzioso e i vari  resti  di muro si trovano seminascosti qua e lĂ  tra abeti, larici, pini, dove si aprono talora anche accessi sotterranei. Lo sguardo spazia a sud  sul corso del Boite e sulla valle d’Ampezzo, al nord fino al Passo di Cimabanche. Il territorio dove era stato costruito il castello fu comprato nel 1783 dalla Magnifica ComunitĂ  d’Ampezzo  e oggi è di proprietĂ  delle Regole che tutelano  e amministrano la proprietĂ  collettiva e indivisa di prati e boschi. Nel 1990 dopo l’istituzione del Parco Naturale delle Dolomiti d’Ampezzo,  le Regole gli cedettero  l’amministrazione del castello e la direzione del Parco ha provveduto a preservare  i resti del maniero e a segnalare la strada antica  che parte dalla strada principale d’Alemagna  e sale fino alle rovine attraverso il bosco, dotandola anche di  una segnaletica  didattica di carattere storico e scientifico.Si possono così conoscere le origini  del Castello di Botestagno che si fanno risalire al VII-VIII secolo,  allorchè i Longobardi, in virtĂą della presenza di una via mulattiera che giĂ  fungeva da collegamento tra la valle del Cadore e la Val Pusteria, installarono delle costruzioni in legno che in seguito furono fortificate. Era un  sito di  sicuro controllo del passaggio di truppe. Passando tra le vicende storiche del luogo, quindi con successivi passaggi di conquiste e di proprietĂ , Botestagno divenne di dominio asburgico in seguito all’episodio passato alla storia come la Presa di Botestagno, l’11 ottobre 1511, quando i Veneziani lo persero lasciando ai posteri una serie di domande che hanno suscitato l’interesse degli storici, come dimostra anche un convegno tenutosi nel 2011. Nel 1752  fu abolito il Capitanato che era stato istituito sotto il Patriarcato di Aquileia  e  nel 1783 il castello  divenne proprietĂ  della Magnifica ComunitĂ  D’Ampezzo che lo acquistò all’asta dagli austriaci i quali non avevano piĂą necessitĂ  di quel baluardo.

Quello che ne è stato da  quel momento è dovuto alle contingenze della storia che spesso è stata segnata da guerre e distruzioni ad opera dei militari delle diverse epoche  e forse anche degli operai che intrapresero la costruzione  della strada d’Alemagna all’inizio del XIX secolo.  Quando scoppiò la Grande Guerra quel poco che era rimasto fu di nuovo utilizzato e manomesso per scavare gallerie di deposito e la base  per le armi di difesa. Si trova riferimento esplicito all’immagine del castello nell’antico stemma d’Ampezzo.

Sembra che agli inizi del XX secolo un ricco newyorkese avesse intenzione di acquistare il rudere di Botestagno per costruire una residenza, senza tuttavia ottenere dalle Regole il consenso.

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