Autostrada Alemagna, «no» di Cortina

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La societĂ  per l’autostrada di Alemagna si concede altri 40 anni di vita. Nonostante l’ostilitĂ  di Germania, Austria e Alto Adige alla tratta Venezia-Monaco e a dispetto della smentita di agosto del ministro Elio Vito circa l’avvio di contatti diplomatici per limare ostilitĂ  transfrontaliere, e benchĂ© in 50 anni la societĂ  non abbia prodotto un centimetro quadrato di asfalto. Nell’assemblea straordinaria a Belluno, è stata votata all’unanimitĂ  la proroga della durata sociale sino al 2050. «PerchĂ© – spiega il presidente della Provincia di Treviso e della societĂ , Leonardo Muraro – l’anno scorso Alemagna è stata rivitalizzata, affidando agli uffici delle Province di Treviso e Belluno lo studio di due o tre tracciati condivisi dai Comuni del Bellunese; e perchĂ© abbiamo giĂ  parlato in modo informale con ministri tedeschi, e quando avremo deciso una bozza definitiva i nostri europarlamentari Giancarlo ScottĂ  e Antonio Cancian interesseranno i “colleghi” austriaci e tedeschi».

Insomma, se la Farnesina non si è mossa, lo farĂ  la «diplomazia veneta». PerchĂ© quei 213 chilometri sono il sogno della politica nostrana dalla costituzione di Alemagna, 22 dicembre 1960. «Un obiettivo strategico, il collegamento Nord-Sud – continua Muraro – e non solo per il Veneziano o per il Bellunese; ma per una vasta area europea. I tedeschi forse l’hanno capito, ma Vienna rimane su posizioni intransigenti». Intanto il Comune di Venezia se ne va: la giunta ha approvato il recesso. «Poco male – termina Muraro -: c’è giĂ , nella compagine sociale chi è disposto a comprare la quota veneziana (8,2% del pacchetto di 312mila euro)». Ma a che punto sono gli uffici bellunesi? «Stiamo lavorando su due o tre ipotesi di tracciato – afferma l’assessore provinciale competente Ivano Faoro -; ma la meno impattante e piĂą condivisibile dal territorio passa per Venas di Cadore, Cortina d’Ampezzo, Dobbiaco (Bolzano), con tappa finale al casello del Brennero. Così almeno non si fanno altri valichi».

«MacchĂ© autostrada, devono passare sul nostro cadavere». PiĂą che parole, una pietra tombale quella dell’assessore comunale competente di Cortina D’Ampezzo, Stefano Verocai, che del tracciato della Venezia-Monaco elaborato da palazzo Piloni e annunciato, seppure in via informale, dal «collega» provinciale Ivano Faoro, proprio non ne vuole sentire parlare. La questione è quella dell’asse Nord-Sud e della societĂ  costituita nel 1960 per realizzarlo: nonostante mezzo secolo di sostanziale inattivitĂ , Alemagna si è concessa altri 40 anni di vita. Con lo scopo di elaborare una bozza da presentare, tramite gli europarlamentari Giancarlo ScottĂ  e Antonio Cancian, ai «colleghi» austriaci, tedeschi e altoatesini, da sempre ferocemente ostili al progetto. Solo che l’ipotesi «bellunese» («la meno impattante e piĂą condivisibile dal territorio», secondo Faoro) passa per Venas di Cadore, Cortina d’Ampezzo, Dobbiaco (Bolzano), con tappa finale al casello del Brennero; tracciato che fa a pugni con il programma della giunta ampezzana, che al primo punto ha la tutela dell’ambiente. «E poi – continua Verocai – hanno fatto i conti senza l’oste: a che titolo la Provincia elabora progetti senza concordarli con i Comuni?».

E contro la rivitalizzazione del «giocattolino inutile», si schiera il responsabile provinciale della commissione trasporti del Pd, l’ex assessore Quinto Piol. «Una buffonata – sentenzia Piol – anzi peggio: con la grave complicitĂ  della giunta provinciale, si “copre” la sostanziale incapacitĂ  di Regione e Anas di rispondere alle richieste del territorio». PerchĂ©? «PerchĂ© è di due anni fa – continua Piol – un evento quasi “miracoloso”: un accordo unanime tra Provincia, Comuni e comunitĂ  montane sulle infrastrutture strategiche. L’Anas ci aveva detto: mettetevi d’accordo e vediamo quello che si può fare. Ora invece, col giocattolino Alemagna in mano alla Provincia di Treviso (il cui presidente Leonardo Muraro è il vertice della societĂ , ndr), si rimette tutto in discussione, si ricomincia da capo. Tutti a chiedersi: “autostrada sì o no?”, e nel frattempo non si fa niente».

Ma se le cose stanno così, perchĂ© la precedente giunta bellunese non ha «sganciato» la Provincia da Alemagna? «L’ex presidente Sergio Reolon voleva chiudere la partita – afferma Piol – e anch’io, al tempo assessore ai trasporti, pensavo che l’idea migliore fosse quella di mollare una societĂ  priva di senso. Ma la scadenza (fine 2010) era tanto vicina che ci siamo detti: lasciamola morire da sola». E invece non è morta. «Grazie alla provincia di Treviso e al sostegno di Luca Zaia – termina Piol – e alla sudditanza bellunese verso il governatore. Ma questo dell’Alemagna non è un gioco, perchĂ© fa danni».

(fonte: Corriere del Veneto)

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Tags: alemagna, autostrada, Cortina

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